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Il Pantheon

Definizione

Mark Cartwright
da , Tradotto da Federica Lomoro
Pubblicato il 09 aprile 2018
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Testo originale in inglese: Pantheon

Rome's Pantheon (by Capitu, CC BY)
Rome's Pantheon
by Capitu (CC BY)

Il Pantheon (latino: pantheum) è l’edificio meglio conservato dell’antica Roma, completato nel 125 EC circa durante il regno di Adriano. La sua magnifica cupola è la testimonianza tangibile del genio degli architetti romani, ed essendo praticamente intatto, l’edificio offre un’opportunità unica per i visitatori odierni di tornare indietro di 2000 anni, toccando con mano la gloria della Roma che fu.

Funzione e dedica

Lo scopo dell’edificio non ci è noto con certezza, ma il nome, il portico e la decorazione sul frontone suggeriscono che fosse un tempio di qualche genere. Tuttavia, non abbiamo notizie di un culto dedicato a tutti gli dei, dunque il Pantheon potrebbe essere stato un luogo dove l’imperatore poteva comparire in pubblico, in un’ambientazione che ricordasse agli spettatore il suo status divino, pari a quello degli altri dei del pantheon romano e degli imperatori suoi predecessori. Ad esempio, ci viene narrato da Plinio, autore romano del I secolo EC, che all’interno del Pantheon erano presenti statue di Venere (con indosso una perla appartenuta a Cleopatra), Marte e Giulio Cesare.

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Artist's Impression of the Pantheon
Artist's Impression of the Pantheon
by Mohawk Games (Copyright)

Il Pantheon fu costruito sul sito di due precedenti edifici, uno commissionato da Marco Vipsanio Agrippa (27-25 AEC) e il secondo da Domiziano. Il primo fu distrutto da un incendio nell’80 EC, il secondo colpito da un fulmine nel 110 EC e di nuovo fu distrutto dalle fiamme. Il terzo Pantheon fu probabilmente iniziato durante il regno di Traiano (98-117 EC), ma non fu finito prima del 125 EC circa, sotto il regno dell’imperatore Adriano, che spesso riuniva proprio qui il Senato romano. E’ questa ultima versione quella che ancora oggi si erge nel centro di Roma.

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La cupola del Pantheon è in calcestruzzo, e la sua superficie esterna era originariamente ricoperta da lastre in bronzo.

Seguendo la pratica abituale di Adriano di dedicare edifici ricostruiti e monumenti in onore del dedicante originario, il Pantheon fu dedicato a Marco Agrippa, e la vistosa iscrizione sulla facciata del portico recita:

M. AGRIPPA L.F. COS TERTIUM FECIT

 (Marco Agrippa, figlio di Lucio, tre volte console, lo costruì).

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Sotto all’iscrizione principale ce n’è una più piccola, che testimonia la restaurazione portata avanti da Settimio Severo e Caracalla nel 202 EC e recita: 

pantheum vetustate corruptum cum omni cultu restituerunt

(essi restaurarono in ogni dettaglio il Pantheon consumato dagli anni).

Esterno: il portico 

L’intero edificio poggia su una base alta 1.3 metri, che originariamente si estendeva di altri 7 metri di fronte al colonnato. Gradini in marmo giallo della Numidia si estendevano dalle estremità esterne di questa base. L’edificio consiste di due parti principali: il portico, in stile greco classico, e la costruzione principale di forma circolare, molto più romana nello stile, che ricorda l’architettura delle grandi terme romane. La porzione circolare fu costruita con mattoni e calcestruzzo, ma era in origine ricoperta da uno strato di stucco di marmo bianco, per accordarsi con l’aspetto del portico. La cupola è in calcestruzzo, e la superficie esterna era originariamente ricoperta di lastre in bronzo, che vennero però rimosse da Costante II nel 663 EC.

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Pantheon Front, Rome
Pantheon Front, Rome
by Wknight94 (GNU FDL)

Il portico misura 33.1 x 13.6 metri, e presenta un colonnato frontale composto da otto colonne corinzie alte 11.8 metri. I monolitici fusti delle colonne sono in granito grigio di Mons Claudianus e Assuan, mentre le basi e i capitelli sono in marmo bianco pentelico. Il frontone che sormonta le colonne è oggi vuoto, ma i fori che presenta suggeriscono che ci fosse in origine qualche tipo di emblema, probabilmente un’aquila o una ghirlanda in bronzo dorato che simboleggiava Giove. Il portico era ricoperto da marmo bianco pentelico ed è decorato con rilievi raffiguranti oggetti usati nei sacrifici religiosi (come piatti, scatole ed asce), ghirlande e candelabri. L’interno del portico misura 34 x 20 metri e presenta quattro colonne in marmo rosa, che formano tre navate. Il pavimento è stato restaurato ma riflette il disegno originale, con rettangoli in granito grigio e cerchi in marmo bianco. L’interno del portico era anch’esso ricoperto di pannelli in marmo, ma sono andati perduti, rivelando i mattoni sottostanti.

Interno: la cupola

All’apice della cupola vi è un’apertura (oculus) che misura 8.8 metri di diametro.

Il Pantheon potrebbe essere il primo edificio dell’architettura classica in cui l’interno è stato concepito per superare in bellezza l’esterno. La parte circolare dell’edificio, o rotonda, era accessibile tramute due porte in bronzo che misuravano 12 x 7.5 metri (quelle odierne sono antiche, ma non sono le originali). La rotonda misura 43.2 metri di diametro, che è esattamente l’altezza massima della cupola, essa stessa un emisfero perfetto. All’apice della cupola troviamo un’apertura verso il cielo (oculus) che misura 8.8 metri di diametro e presenta un fregio ornamentale in bronzo. La cupola fu realizzata con un miscuglio di calcestruzzo (caementa) con tufo leggero e scoria (un tipo di pomice), e il suo interno è ulteriormente alleggerito da cinque anelli di ventotto cassettoni, che si riducono di dimensione man mano che salgono verso il centro della cupola. Questi erano probabilmente ricoperti in origine da lastre di bronzo.

Hole in the Top of the Pantheon
Hole in the Top of the Pantheon
by Stephen Campbell (Public Domain)

Le pareti della rotunda sono spesse 6 metri, ed hanno sette alcove che alternano forma semicircolare (tre) e rettangolare (quattro). L’alcova opposta alla porta è la più notevole, e raggiunge il soffitto. Presenta un fregio ed una cornice in porfido rosso, ed è affiancata da due colonne corinzie in marmo viola frigio. Ognuna delle altre alcove ha due colonne in marmo, viola frigio (le semicircolari) o giallo di Numidia (le rettangolari). Ogni alcova ha anche tre nicchie destinate a delle statue, ed una piccola finestra, a cui si aggiungono altre sette poste lungo le pareti della rotonda. Il pavimento è originale, e consiste in uno schema di quadrati realizzati in granito grigio, porfido rosso, marmo giallo di Numidia e viola frigio. 

Storia successiva

Il Pantheon, come tutti i monumenti antichi, ha sofferto una sorte a fasi alterne. Nonostante ciò, la costruzione si è conservata incredibilmente bene, probabilmente perché in tempi non troppo lontani dalla sua costruzione fu convertita nella chiesa di S. Maria dei Martiri, nel 608 EC. Nel 1270 EC un campanile fu aggiunto al tetto del portico, e successivamente rimosso. Inoltre, ad un certo punto durante il Medioevo, il lato sinistro del portico fu danneggiato, rendendo necessario il rimpiazzo di tre colonne. La prima venne dalla villa di Domiziano a Castel Gandolfo, aggiunta nel 1626 EC. Le altre due colonne furono reperite dalle terme di Nerone, e vennero aggiunte nel 1666 EC. Tuttavia, queste aggiunte erano di colore rosato, mentre in origine le colonne frontali erano completamente grigie, e solo quelle interne erano in marmo rosa di Assuan. Inoltre nel 1626 EC papa Urbano VIII rimosse tutte le travi maestre di bronzo dal tetto del portico, e fuse il metallo in 80 cannoni destinati a Castel Sant’Angelo. La presenza di queste travi suggerisce che sul tetto del portico fossero presenti in origine delle lastre in marmo.

Nonostante queste modifiche, il Pantheon resta uno dei monumenti antichi meglio conservati al mondo, ed ancora oggi mantiene una funzione importante, poiché ospita le tombe dei re italiani degli anni 1870-1946 EC, assieme ad un’altra tomba degna di nota, quella di Raffaello (1483-1520 EC).

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Info traduttore

Federica Lomoro
A linguist and translator, Federica majored in Mandarin Chinese and Japanese. From the Eternal City to the Far East, she is always eager to discover something new about ancient civilizations, and how they shaped our modern world.

Info autore

Mark Cartwright
Mark is a history writer based in Italy. His special interests include pottery, architecture, world mythology and discovering the ideas that all civilizations share in common. He holds an MA in Political Philosophy and is the Publishing Director at AHE.